CALZINI

Nel Quattrocento la calza divenne un capo di vestiario indispensabile e alla fine del secolo venne inventata anche la calzamaglia, un pezzo unico da indossare sotto gli imponenti e pomposi vestiti. Da questo momento in poi l’introduzione della calza segnò anche una netta divisione tra l’abbigliamento maschile e quello femminile.

Gi uomini cominciarono ad esibire con fierezza calze dai colori sgargianti e diverse da una gamba all’altra. Le calze delle donne, invece, rimasero coperte a lungo, nascoste in nome della moralità comune. Nel Seicento e nel Settecento le tinte vivaci lasciarono il posto all’elegante bianco, unica sfumatura cromatica accettata al tempo.

Prima del 20° secolo la maggior parte delle calze erano lunghe sopra al ginocchio. Ma con l’arrivo dei pantaloni lunghi da uomo, durante i primi anni del ‘900, le dimensioni hanno cominciato a ridursi (rendendo netta la differenza tra le calze e calzini).

L’anno della svolta nella storia dei calzini è il 1938, con l’invenzione del nylon.
Fino ad allora i calzini erano fatti con seta, lana o cotone. Il primo paio di calzini di nylon arrivò nei negozi di New York il 15 maggio del 1940: in un solo giorno ne furono vendute 72 mila paia.